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Le quattro parole del mago e la creazione artistica

[Suggerimento musicale per la lettura: Harry Potter, Main theme]

 

SAPERE, OSAREVOLERETACERE: queste sono le quattro parole del mago.”
Eliphas Levi, “Il Dogma e il Rituale dell’Alta Magia”

 
 

Eliphas Levi, pseudonimo di Alphonse Louis Costant, fu uno dei più noti studiosi di esoterismo dell’Ottocento.

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Foto di Eliphas Levi

Fu lui a stabilire, per la prima volta, un rapporto fra le 22 lettere dell’alfabeto ebraico e i 22 Arcani Maggiori dei Tarocchi, considerando le figure come una “pratica” (sono ironica) enciclopedia di tutti i dogmi religiosi, dai più antichi ai più moderni.
E fu sempre lui a definirli “Arcani Maggiori” per la prima volta.
Le sue idee (originali o prese in prestito) sulla magia furono (e sono) un punto di riferimento per tutti gli studiosi di esoterismo del mondo.
Secondo Levi, “Per raggiungere il sanctum regnum, vale a dire la sapienza e il potere dei maghi, vi sono quattro condizioni indispensabili: un’intelligenza illuminata dallo studio, un coraggio che nulla può far vacillare, una volontà che nulla può spezzare, e una discrezione che nulla può inquinare o corrompere. SAPERE, OSARE, VOLERE, TACERE: queste sono le quattro parole del mago…”

Mentre riflettevo su questa frase bevendo il mio caffè mattutino, ho improvvisamente realizzato che quelle esposte da Levi sono quattro condizioni indispensabili non solo per produrre una creazione artistica, un romanzo nel mio caso, ma ogni opera tout-court.
Chiunque crei qualcosa, usando l’ingegno, la ragione, la logica o l’intuito, prima di realizzarla sul piano materiale, la tira fuori da una dimensione invisibile: Inconscio collettivo, Akasha, Logos, Iperuranio, Mondo degli spiriti o Dio che si voglia chiamarlo.
Prima non c’è nulla, poi appare qualcosa, in principio soltanto dentro di noi, poi fuori, attraverso un lavoro di materializzazione paziente. Questo processo avviene attraverso quattro passaggi, sintetizzabili nelle quattro parole del mago: “Sapere, osare, volere e tacere”.

Lo spiegherò in quattro post, dedicati ognuno a una parola. Tornate a leggermi la settimana prossima, se vi interessa sapere come si fanno gli incantesimi.
(Se vi interessano i post relativi li trovate qui: sapere, osare, volere, tacere).

Vanitas con libri, mappamondi, strumenti musicali, candela e clessidra, Edwaert Collier_1662

Vanitas con libri, mappamondi, strumenti musicali, candela e clessidra, Edwaert Collier_1662


 

Il rapporto tra creatività e spiritualità. Intervista su Keltoi Radio.

 

Come dice splendidamente Ilaria Ruggeri nel suo bel blog, il binomio creatività e spiritualità è un accostamento potente. Lo paragonerei a un Ouroboros che, in un circolo virtuoso, divora energia da se stesso e crea da sé ciò di cui ha bisogno.
Il 24 febbraio, un giorno nevoso, buio e incidentalmente quello del mio compleanno, Ilaria mi ha chiamata a nome dell’associazione Argiope Donne nel Sacro, di cui fa parte, e mi ha chiesto di rilasciare un’intervista per la rubrica “Il filo di Argiope” tenuta sulla web radio Keltoi Radio.
Mi ha chiarito che la cosa sulla quale desiderava focalizzarsi era il rapporto tra creatività e spiritualità, e come le due istanze potessero non solo convivere pacificamente ma sostenersi a vicenda.
L’intervista è stata trasmessa in diretta ma ci sono stati fastidiosissimi problemi tecnici di connessione, sia prima che durante l’intervista, per cui l’audio è per lunghi tratti rovinato e si fa fatica a seguirne le parole.

In buona sostanza si è parlato di come io sia diventata una scrittrice e il percorso, nient’affatto semplice, di affermazione dello stesso termine.
Un pezzo della mia storia personale: il desiderio di scrivere avvertito prepotentemente fin da bambina ma soffocato e messo da parte per tantissimi anni. Il senso di frustrazione, la mancanza di fiducia nelle mie capacità, troppo a lungo annichilite sotto le ragioni inappellabili di ciò che “era giusto che io fossi”. Per gli altri, ovviamente.  L’iter di formazione e lavoro su binari socialmente condivisi e “sicuri”, che hanno reso la mia vita interiore un vero e proprio inferno.
Poi, la ricerca spirituale che mi ha afferrata e trascinata verso un nuovo equilibrio interiore, il bisogno impellente di dare un senso alla mia esistenza, la ricerca delle mie radici profonde.
Nel mezzo del cammino di riscoperta del Sé, un viaggio sciamanico effettuato in un momento buio e doloroso, grazie all’esperienza  iniziata anni prima con Lorenza Menegoni della Foundation for Shamanic Studies, mi ha fatto rivivere un episodio fondamentale del mio passato, nel quale ho recuperato di un frammento di anima.
Il primo di una lunga serie di immersioni nel profondo, come direbbe Jung.
La “sacra follia” dell’archetipo del Matto dei tarocchi e un perfetto incastro di sincronicità, sempre per dirla alla Jung, mi hanno aperto la strada: ho finalmente scelto di abbandonare il lavoro che avevo, tutto ciò che avevo faticosamente costruito, frutto di tanti sacrifici, per diventare ciò che sono. Davvero. E ricominciare con i sacrifici, ma questa volta senza rimpianti, frustrazioni o sofferenze.
La mia apertura fiduciosa e assoluta all’Universo e ai disegni che sono previsti per me, il coraggio di seguire i segnali che mi indicavano la via.
Un viaggio tortuoso e ricco di significati profondi. Di incertezza e dubbi ma anche di coraggio e bellezza. L’attesa paziente del momento giusto e l’attimo colto senza esitazioni.
Io sono una scrittrice. Lo sono sempre stata e lo sarò sempre. le parole creano il mondo e realizzano ciò che desideriamo. La parola è modellata dall’intenzione e permea di sé la forma.
Vi è un enorme potere nelle nostre convinzioni e  nel modo in cui ci programmiamo. Siamo noi a decidere se i nostri pensieri debbono aiutarci o ostacolarci verso il raggiungimento di un obiettivo. Questa forza dorme nel profondo della nostra anima, e per risvegliarla è sufficiente la Volontà.
La Volontà è tutto.
Essere una scrittrice, per me, è realizzare il progetto divino che mi è stato assegnato in questa vita.
E’ una necessità e un dovere: quello di restituire agli altri quello che io, lettrice onnivora, ho preso in prestito leggendo.

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Il mio ritratto fatto da © Ilaria Ruggeri

Libri come “Donne che corrono coi lupi”, “Donne che amano troppo”, “Il recupero dell’anima” e “La via dell’artista”, tanto per citarne alcuni, sono stati per me di enorme aiuto e ispirazione. E’ per questo che ho deciso che le mie storie, ora, racconteranno di donne che seguono un percorso di liberazione della propria psiche naturale istintiva, e ritrovano il coraggio di avere fiducia in se stesse.

Concludo tornando alla questione iniziale, in uno schema abbastanza banale ma efficace: il percorso spirituale influisce sulla creatività e aiuta a superare le impasse naturali, intimamente legate a questo mestiere. I viaggi sciamanici, l’uso di archetipi come Rune e Tarocchi, il potere dei cristalli e il cambiamento della qualità dell’energia durante i cicli stagionali e lunari sono strumenti potenti, al servizio di tutti coloro che necessitano di quelle energie immaginifiche e ispiratrici, che soffiano potenti nelle creazioni.
Fino alla fine di tutto, costi quel che costi.
Affinché la mia esperienza autentica possa aiutare quelli che sentono di non stare percorrendo il giusto sentiero a prendere un’altra strada. Senza paura.

Qui, l’intervista in versione integrale.